Attrice, scrittrice e doppiatrice 

Silvia Luzzi

Attrice, doppiatrice, acting coach

La parola dell’attore: la forza e la magia

Workshop per attori, in presenza di macchina da presa

Attore, autore e regista

Viaggio alla scoperta di Luigi Pirandello, Charlie Chaplin, Edith Piaf

Attore

Laboratorio con uno degli attori più amati del piccolo schermo, obiettivo: recitare il personaggio e interpretare il testo, in assenza e in presenza di macchina da presa, attraverso l’utilizzo di copioni cinematografici.

Livornese di nascita ma da vent’anni napoletano d’adozione, è tra gli interpreti storici della celebre e pluripremiata soap opera “Un posto al sole” nel ruolo di Michele Saviani. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, giovanissimo si rivela al grande pubblico con il ruolo di Mitzi nella fiction “I ragazzi del muretto”, da lì in poi è un crescendo senza sosta, dal Teatro al fianco di Giorgio Albertazzi, al Cinema diretto da Pupi Avati e da Matteo Garrone, passando per fiction di grande successo come “Don Matteo” e “RIS – Delitti imperfetti”.

Giulio Scarpati - La Scuola di Recitazione di Cinema e Teatro La Falegnameria dell'Attore

Attore

Il personaggio: analisi, ricerca e costruzione

L’incontro ha l’obiettivo di sperimentare tutte le fasi che attraversano la costruzione del personaggio, a partire dall’approccio al copione, fino alla ricerca delle sfumature finali in grado di formare in modo definitivo, ed arricchire, l’identità da interpretare. Partendo dalla recitazione di scene tratte da film famosi, dialoghi o monologhi, gli allievi si concentrano sulla ricerca del personaggio da interpretare lavorando su se stessi e sulle proprie caratteristiche, così come sugli aspetti più lontani da sè, al fine di trovare la chiave “giusta” per raccontare stati d’animo e storie, come nella vita. Fino a rendere consapevole l’attore che non bisogna recitare affiancando il personaggio, bensì è fondamentale riuscire ad “indossarlo” compiutamente, con una tensione costante ad un’aderenza precisa di limiti e confini, fisici ed emotivi.

Giulio Scarpati comincia la sua intensa e variegata carriera artistica negli anni 70, fondando la Cooperativa “Gruppo Teatro G”. Da lì in poi è un susseguirsi di successi – sia cinematografici che teatrali, che da ultimo televisivi – per i quali, giovanissimo, vince, tra gli altri, il premio miglior attore emergente conferitogli da Strehler. Negli anni, diretto da Scola (Mario, Maria e Mario), Piccioni (Chiedi la luna, Cuori al verde), Giordana (Pasolini un delitto italiano), Coltorti (Orfani), Patroni Griffi (Prima del silenzio), Garinei (Aggiungi un posto a tavola), nel 1992 è vincitore dell’Efebo d’oro, dell’Angelo azzurro al Festival di Berlino e del David di Donatello per il ruolo da attore protagonista nel film “Il giudice ragazzino”. Numerosi i Telegatti e gli Oscar della TV per la sua interpretazione dell’ormai celeberrimo Lele Martini nella fiction italiana “Un medico in famiglia”. Una carriera ad oggi ricchissima di personaggi diversi ed affascinanti, da don Luigi Di Liegro, fondatore della Caritas, a Don Zeno, l’uomo di Nomadelfia, dall’Idiota di Dostojevskij all’assassino di “Ciao amore”, dal “Cugino & cugino” con Nino Frassica al preside di “Fuoriclasse”, fino all’ultimo dolorosissimo personaggio protagonista di “Oscura immensità” (regia di A. Gassman).

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