LA SCUOLA DI RECITAZIONE, CINEMA E TEATRO

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La Scuola di Recitazione, di Cinema e Teatro

Quello dell’attore é un mestiere che si costruisce per ognuno in modo del tutto personale, gradatamente, senza fenomeni da catena di montaggio, bensì come appunto si fosse in una falegnameria, dove si taglia, si lima, si cesella, finché il manufatto non è esattamente come deve essere.

Ecco, è proprio in questo senso dunque che va il progetto della Falegnameria dell’Attore, Scuola di Recitazione, Cinema e Teatro di Napoli, mettendo insieme lo studio della recitazione teatrale e di quella cinematografica, i principi della dizione e della respirazione scenica, l’improvvisazione, la tecnica, l’impostazione della voce, il ritmo, il lavoro sul corpo e sulla voce, insieme a seminari e workshop inediti per il settore, incentrati su uno speciale lavoro con psicologi ed artisti figurativi, oltrechè naturalmente con autori, attori e registi.

Eccomi!

Sotto la direzione artistica di Gigliola de Feo, di formazione romana, allieva e poi assistente a Roma di Giulio Scarpati, La Falegnameria dell’Attore vuole essere uno straordinario laboratorio permanente, un work in progress di sè stessi e delle proprie potenzialità artistiche, caratterizzato dall’esplorazione di tutti i possibili percorsi che fanno l’attore.

Il metodo Jacques Lecoq

scuola cinema napoli la falegnameria dell'attore

Jacques Lecoq (1921-1999), parigino, attore, mimo e pedagogo, nonché fondatore della Scuola Internazionale di Teatro Jacques Lecoq (école Internationale de Théatre Jacques Lecoq) tuttora attiva, cofondatore con Giorgio Strehler e Paolo Grassi della Scuola del Piccolo di Milano, è uno dei principali riferimenti ispiratori dell’approccio alla recitazione de La falegnameria dell’Attore di Napoli.

 

I suoi studi sull’improvvisazione, la scoperta del ‘gioco’ e delle sue regole in scena, l’economia dei movimenti nello spazio e l’unità tra gesto e voce, il lavoro sul silenzio che precede la parola, l’elaborazione del ‘fondo poetico comune’ cui attingere al momento dell’interpretazione del personaggio, fino alla celebre ‘maschera neutra’ utile all’elaborazione di quella condizione vergine che necessariamente deve precedere ogni atto espressivo, di qualsivoglia natura, sono alcuni dei punti cardine del programma di studio alla Falegnameria.

Il lavoro sul personaggiola recitazione che è creazione, produzione di qualcosa di diverso da sé, è l’obiettivo principale da raggiungere attraverso un percorso disciplinare che premia la capacità di immedesimarsi nel ruolo, nella storia, nel contesto da interpretare servendosi non solo della propria empatia ma anche di regole tecniche precise. L’uso della tecnica, infatti, diviene basilare per riconoscere quello dell’attore come un mestiere tal quale agli altri, un mestiere in cui occorre mettere in gioco se stessi filtrando sentimenti ed emozioni a beneficio del pubblico, ma in cui è necessario pure, allo stesso modo, servirsi di regole e criteri ben determinati per affrontare al meglio il proprio compito, via via sempre diverso.

Così, il viaggio di costruzione dell’Attore si snoda lungo un percorso che, alla Falegnameria, procede per sottrazione, cercando di raggiungere la meta della credibilità passando per la negazione di tutto quanto è enfatico e ridondante, ricercando la verità della finzione scenica e rifuggendo, per contro, la falsità della cattiva recitazione.

Assecondando in ogni allievo il suo personale modo di essere sulla scena, senza forzarlo ad assomigliare a nessun altro se non che a se stesso, la Falegnameria lavora stimolando la ricerca di una naturalezza attoriale che oggi è il denominatore comune contemporaneo, che si reciti sul set cinematografico o sul palcoscenico teatrale.

A questo si aggiunge il lavoro di biomeccanica teatrale incentrato sul concetto di azione come motore della vita del personaggio e come sintesi tra la libera creatività e organicità del movimento e la sua organizzazione logica. Il riferimento è ai principi messi a punto dopo un secolo di studi e applicazioni a partire da Stanislavskij, Mejerchol’d e Michail Cechov,  in grado di sciogliere le tensioni involontarie e di aumentare la consapevolezza di sé, del proprio corpo in movimento e in relazione ai processi emotivi.

Attraverso l’uso della macchina da presa e non solo, gli allievi de La Falegnameria imparano a sviluppare e scegliere ognuno il proprio percorso di crescita artistica, confrontandosi con difficoltà ed ostacoli necessari a rafforzare le loro abilità creative, aumentando le loro potenzialità di osservatori e interpreti di quello che li circonda, riconoscendo e individuando gli strumenti migliori non per recitare la realtà, bensì per far sembrare reale quello che si recita

Il percorso didattico