Workshop e Seminari con Artisti

Francesco  Paolantoni

Attore, autore.

A metà degli anni settanta si iscrive alla Scuola d’arte drammatica del Circolo artistico di Napoli e in seguito recita per oltre un decennio in varie compagnie teatrali. Nel 1986 insieme a Stefano Sarcinelli porta in scena allo Zelig di Milano lo spettacolo Fame, saranno nessuno e si classifica primo al festival di Grottamare Cabaret amore mio. In seguito partecipa come attore e collabora ai testi nella commedia scritta, diretta e prodotta da Vincenzo Salemme La gente vuole ridere; sempre con Salemme, scrive e interpreta Killer. Con Giobbe Covatta interpreta Io e lui, altra commedia di Salemme, e realizza da solo The School of the Art of De Lollis.

Nel frattempo appare anche in diverse trasmissioni televisive. È Cupido in Indietro tutta! di Renzo Arbore e poi partecipa a Fate il vostro gioco, Bananee Tirami su, dove conosce Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti, con cui collabora ad Odeon TV nelle trasmissioni Telemeno e Spartacus. La consacrazione arriva a metà degli anni novanta grazie ai vari personaggi presentati nella trasmissione condotta dalla Gialappa’s Band Mai dire Gol, con le partecipazioni a Quelli che il calcionelle edizioni condotte da Fabio Fazio e a L’ottavo nano della banda DandiniGuzzanti. Il debutto cinematografico risale al 1985 con Blues metropolitano di Salvatore Piscicelli poi seguono Fatalità (1991) di Ninì Grassia con Nino D’Angelo, poi L’amore molesto (1995) di Mario Martone, Hotel Paura (1996) di Renato De Maria, Baci e abbracci (1998) di Paolo Virzì, Terra bruciata (1999) di Fabio Segatori e Liberate i pesci! (2000) di Cristina Comencini. Con quest’ultimo ottiene la candidatura al Nastro d’argento come miglior attore non protagonista. Nel 2002 è tra i protagonisti di Bimba, esordio alla regia di Sabina Guzzanti.

Attrice, scrittrice e doppiatrice 

Frequenta i corsi della neonata scuola teatrale milanese Quelli di Grock, fondata da Maurizio Nichetti.[2] Nei primi anni di carriera si è cimentata con autori contemporanei (tra cui Renzo Rosso e Mrozek), ha partecipato a trasmissioni radiofoniche e si è sempre di più avvicinata al cabaret. Nel marzo del 1987 esordisce con il primo spettacolo di cui è anche autrice, Adlib, cui seguirà Coincidenze. Con gli anni si è affermata come una delle attrici più caratteristiche della scena teatrale italiana con grandi apprezzamenti sia di critica sia di pubblico.

Dopo i primi successi ha cominciato a frequentare trasmissioni televisive, tra cui Ieri, Goggi e domani, Omnibus, La TV delle ragazze, Fate il vostro gioco, Ottantanonpiùottanta, Il gioco dei nove e Maurizio Costanzo Show, e ha partecipato ad alcuni film (Ladri di saponette, 1989, di Maurizio Nichetti; Visioni private, 1990, di Francesco Calogero).

Nel febbraio del 1990 presenta il suo terzo monologo, Malsottile. Nel 1992 pubblica La daga nel loden, una raccolta dei testi degli spettacoli realizzati. Nello stesso anno va in scena con Due, unico caso in cui non si presenta da sola sulla scena.

È socialmente attiva con Emergency (per la quale ha offerto la sua voce per lo spot di PeaceReporter[3]) e culturalmente con la partecipazione annuale al Festivaletteratura di Mantova. Nel 2007partecipa come narratrice nel film cospirazionista Zero – Inchiesta sull’11 settembre dei registi Franco Fracassi e Francesco Trento, tratto da una sceneggiatura di Giulietto Chiesa.

Durante il 2010 e il 2012 è apparsa in alcune puntate del programma televisivo Zelig. In occasione delle elezioni amministrative del comune di Milano del 2011 ha sostenuto attivamente il candidato del Centrosinistra, poi diventato sindaco del capoluogo lombardo Giuliano Pisapia. Nel 2012 è stata ospite fisso a L’infedele di Gad Lerner su LA7.

Marta Gervasutti nasce a Milano il 13 Gennaio 1979.Dopo essersi diplomata in lingue straniere frequenta la Civica Scuola di Cinema e dei nuovi Media di Milano e si diploma in regia e sceneggiatura.Inizia la sua carriera da regista nel 2002 realizzando il cortometraggio “Cose perdute” apprezzato in numerosi festival internazionali. Realizza poi, in qualità di regista e sceneggiatrice “Fiore d’Antartide”, cortometraggio ritenuto di interesse culturale nazionale ed il suo primo lungometraggio “Nuvole basse d’Agosto”, anch’esso ritenuto di interesse culturale nazionale.Parallelamente alla carriera cinematografica porta avanti esperienze come montatrice e mixer video in emittenti televisive nazionali, come Rai, MTV e Tele Lombardia.Nel 2006 si trasferisce a Roma, lavorando come aiuto regista in diversi film nel circuito indipendente, collaborando con i registi Renato Giordano, Victor Rambaldi e Stefano Calvagna.Nel 2009 decide di approdare anche nel settore del casting e con Simona Tartaglia fonda la società S&MCasting. Insieme realizzano casting di fiction come: ” Terra Ribelle”, “Il Restauratore”, “Dove la trovi una come me?”, collaborando con i registi Cinzia TH Torrini, Giorgio Capitani, Salvatore Basile.
Successivamente collabora anche col casting director Roberto Bigherati per la realizzazione del cast del film “Un fantastico via vai” di Leonardo Pieraccioni e la fiction ” Il Restauratore2″.Nel 2012 decide di riprendere la sua carriera da regista, girando il cortometraggio “La Voce del Passato” che la porta al mercato internazionale di Cannes ed il suo secondo lungometraggio “Per Gioco o per Caso”.Nel 2013 firma come regista ed autrice i programmi “Mode e Modi” e “Mode e modi Food”, per La7.Da allora le carriere da regista e da casting director si sviluppano parallelamente, lavorando con case di produzione nazionali ed internazionali e formando attori, insegnando il suo metodo di recitazione per la macchina da presa.

Massimo Andrei

Attore

Laboratorio con uno degli attori più amati del piccolo schermo, obiettivo: recitare il personaggio e interpretare il testo, in assenza e in presenza di macchina da presa, attraverso l’utilizzo di copioni cinematografici.

Livornese di nascita ma da vent’anni napoletano d’adozione, è tra gli interpreti storici della celebre e pluripremiata soap opera “Un posto al sole” nel ruolo di Michele Saviani. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, giovanissimo si rivela al grande pubblico con il ruolo di Mitzi nella fiction “I ragazzi del muretto”, da lì in poi è un crescendo senza sosta, dal Teatro al fianco di Giorgio Albertazzi, al Cinema diretto da Pupi Avati e da Matteo Garrone, passando per fiction di grande successo come “Don Matteo” e “RIS – Delitti imperfetti”.

Attore

Laboratorio con uno degli attori più amati del piccolo schermo, obiettivo: recitare il personaggio e interpretare il testo, in assenza e in presenza di macchina da presa, attraverso l’utilizzo di copioni cinematografici.

Livornese di nascita ma da vent’anni napoletano d’adozione, è tra gli interpreti storici della celebre e pluripremiata soap opera “Un posto al sole” nel ruolo di Michele Saviani. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, giovanissimo si rivela al grande pubblico con il ruolo di Mitzi nella fiction “I ragazzi del muretto”, da lì in poi è un crescendo senza sosta, dal Teatro al fianco di Giorgio Albertazzi, al Cinema diretto da Pupi Avati e da Matteo Garrone, passando per fiction di grande successo come “Don Matteo” e “RIS – Delitti imperfetti”.

Silvia Luzzi

Attrice, Coach e scrittrice.

Silvia Luzzi è laureata in Filosofia e Psicologia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze.  Dal 1973 svolge l’attività di attrice.La passione per il teatro l’ha portata a sperimentare le più diverse forme di espressione, dal così detto teatro di strada degli anni ‘70 a Milano con la Comuna Baires, alle più tradizionali del teatro di prosa.

Da molti anni insegna  respirazione-uso della voce e recitazione nella  scuola di cinematografia  e teatro  “Per-corsi” insieme a Giulio Scarpati , è riconosciuta e stimata acting coach , tra i suoi allievi Barbora Bobulova, Andrea di Stefano, Greta Scacchi e Andrea Osvart; tiene corsi e stage in tutta Italia.

Giulio Scarpati - La Scuola di Recitazione di Cinema e Teatro La Falegnameria dell'Attore

Attore

Il personaggio: analisi, ricerca e costruzione

L’incontro ha l’obiettivo di sperimentare tutte le fasi che attraversano la costruzione del personaggio, a partire dall’approccio al copione, fino alla ricerca delle sfumature finali in grado di formare in modo definitivo, ed arricchire, l’identità da interpretare. Partendo dalla recitazione di scene tratte da film famosi, dialoghi o monologhi, gli allievi si concentrano sulla ricerca del personaggio da interpretare lavorando su se stessi e sulle proprie caratteristiche, così come sugli aspetti più lontani da sè, al fine di trovare la chiave “giusta” per raccontare stati d’animo e storie, come nella vita. Fino a rendere consapevole l’attore che non bisogna recitare affiancando il personaggio, bensì è fondamentale riuscire ad “indossarlo” compiutamente, con una tensione costante ad un’aderenza precisa di limiti e confini, fisici ed emotivi.

Giulio Scarpati comincia la sua intensa e variegata carriera artistica negli anni 70, fondando la Cooperativa “Gruppo Teatro G”. Da lì in poi è un susseguirsi di successi – sia cinematografici che teatrali, che da ultimo televisivi – per i quali, giovanissimo, vince, tra gli altri, il premio miglior attore emergente conferitogli da Strehler. Negli anni, diretto da Scola (Mario, Maria e Mario), Piccioni (Chiedi la luna, Cuori al verde), Giordana (Pasolini un delitto italiano), Coltorti (Orfani), Patroni Griffi (Prima del silenzio), Garinei (Aggiungi un posto a tavola), nel 1992 è vincitore dell’Efebo d’oro, dell’Angelo azzurro al Festival di Berlino e del David di Donatello per il ruolo da attore protagonista nel film “Il giudice ragazzino”. Numerosi i Telegatti e gli Oscar della TV per la sua interpretazione dell’ormai celeberrimo Lele Martini nella fiction italiana “Un medico in famiglia”. Una carriera ad oggi ricchissima di personaggi diversi ed affascinanti, da don Luigi Di Liegro, fondatore della Caritas, a Don Zeno, l’uomo di Nomadelfia, dall’Idiota di Dostojevskij all’assassino di “Ciao amore”, dal “Cugino & cugino” con Nino Frassica al preside di “Fuoriclasse”, fino all’ultimo dolorosissimo personaggio protagonista di “Oscura immensità” (regia di A. Gassman).

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